L'Italia è uno dei principali mercati europei per la robotica industriale. Il settore manifatturiero italiano, caratterizzato da una struttura produttiva a prevalenza di piccole e medie imprese specializzate, presenta dinamiche di adozione tecnologica specifiche, diverse da quelle dei mercati tedesco, francese o spagnolo.
Fonti dei dati
Le informazioni più affidabili sulla consistenza del parco robot installato e sui trend di adozione provengono da due fonti principali:
- IFR World Robotics: il rapporto annuale dell'International Federation of Robotics raccoglie dati sulle installazioni di robot industriali disaggregati per paese, settore e tipo di applicazione.
- UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: l'associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione pubblica statistiche annuali su produzione, export e mercato interno.
Nota metodologica: I dati IFR si basano su survey presso i costruttori e non sempre riflettono l'effettivo parco installato operativo, in quanto includono le installazioni nell'anno di riferimento senza informazioni certe sugli anni di dismissione. I valori di stock cumulativo sono stime.
I settori con maggiore densità robotica
Secondo le rilevazioni IFR, i settori con il maggior numero di robot installati in Italia sono l'automotive (veicoli e componentistica), la metallurgia e la lavorazione dei metalli, il settore gomma e plastica e l'industria alimentare e delle bevande.
L'automotive rappresenta storicamente il principale cliente della robotica industriale mondiale. In Italia, i fornitori di primo livello del settore auto concentrano impianti robotizzati principalmente in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, con applicazioni di saldatura a punti, verniciatura, assemblaggio strutturale e movimentazione.
Tipologie di robot per applicazione
Le tipologie di robot più diffuse nel manifatturiero italiano si differenziano per architettura cinematica e campo applicativo:
| Tipologia | Architettura | Applicazioni prevalenti |
|---|---|---|
| Robot articolato (6 assi) | Seriale a 6 gradi di libertà | Saldatura, verniciatura, assemblaggio, pick-and-place |
| SCARA | 4 assi nel piano orizzontale | Assemblaggio elettronico, packaging, inserimento componenti |
| Delta/parallelo | 3-4 assi in struttura parallela | Pick-and-place ad alta velocità, confezionamento alimentare |
| Cartesiano/portale | 3 assi lineari | Movimentazione pallet, asservimento macchine, carico/scarico |
| Collaborativo (cobot) | Seriale 6 assi con limitazione forza | Assemblaggio flessibile, controllo qualità, asservimento |
Principali costruttori presenti nel mercato italiano
Il mercato italiano della robotica è presidiato principalmente da costruttori giapponesi, europei e americani. I brand più presenti nelle installazioni industriali italiane — secondo dati di settore pubblicamente disponibili — includono FANUC, KUKA, ABB, Yaskawa/Motoman, Kawasaki e Universal Robots (per i cobot).
Nel segmento dei costruttori europei, KUKA (tedesca) e ABB (svizzero-svedese) hanno una presenza significativa nelle installazioni di grandi dimensioni, mentre Universal Robots (danese) è il riferimento per il mercato dei robot collaborativi leggeri.
Costruttori italiani di robot
L'Italia è anche un paese produttore di robotica. Tra i costruttori italiani di robot industriali con presenza internazionale si segnalano Comau (parte del gruppo Stellantis, con sede a Grugliasco, Torino) e Roboze (specializzata in stampa 3D industriale). Comau produce robot articolati, cobot e soluzioni di automazione per l'automotive e altri settori, esportando in oltre 30 paesi.
Incentivi e politiche industriali
L'acquisto di robot industriali e sistemi di automazione in Italia può beneficiare di incentivi fiscali nell'ambito del Piano Transizione 4.0. Il meccanismo del credito d'imposta per investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati (ex iper-ammortamento) ha riguardato anche robot, cobot e sistemi di visione artificiale, purché interconnessi ai sistemi informatici di fabbrica.
I dettagli aggiornati delle aliquote e dei limiti di spesa sono consultabili sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Formazione e competenze
Un aspetto rilevante per l'adozione della robotica nelle PMI italiane riguarda la disponibilità di competenze tecniche. La programmazione e la manutenzione di robot industriali richiede figure con formazione specifica in meccatronica, automazione e sistemi di controllo.
Le principali università tecniche italiane (Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università di Bologna, Università di Padova) offrono corsi di laurea magistrale in ingegneria dell'automazione con laboratori dedicati alla robotica industriale. Sul fronte della formazione professionale, gli istituti tecnici superiori (ITS) specializzati in meccatronica e automazione rappresentano un canale di reclutamento rilevante per le aziende del settore.